Riparazione supporto tester

Usando molto il tester, può capitare che il supporto in plastica si spezzi, in questa pagina vediamo come ripararlo grazie ad una stampante 3D.

Se non avete una stampante 3D potete usarne una in un centro stampa, ormai costano sempre meno, la mia è una Anet A8 e si trova in kit da assemblare su internet a meno di 170 Euro (2/2017), ricordate di acquistarla in Europa se non volete il riscatto doganale.

I files che vi serviranno sono in questa cartella compressa e sono il file .skp che è il disegno 3D con Sketchup ma potete disegnarlo con ciò che preferite, vi può servire se volete fare modifiche importanti al disegno, in base alle dimensioni del vostro supporto.

Poi c’è il file .stl da esportare da Sketchup installando prima un’estensione.

Poi c’è il file del modello da leggere con il programma Cura o simili.

Da qua potete fare piccole modifiche, come scalare, ruotare, sdoppiare, controllare e preparare il file per una stampa ottimale, una volta salvato nella sd, si generà il file .gcode che è quello che può leggere la stampante 3D.

A questo punto basta inserire l’sd nella stampante, resettarla, preriscaldare e stampare in ABS, più robusto e flessibile del PLA, le temperature ottimali le trovate scritte sul filamento, le impostazioni ottimali possono variare in base alla stampante e al filo usato, fate riferimento alle istruzioni e fate delle prove, ecco cosa è venuto fuori a me.

 

 

 

Non sarà proprio identico a quello di prima ma funziona, ricordate di fare gli estremi del cilindro della stessa dimensione o un po’ più grandi del supporto in modo che ruotino con difficoltà, questo attrito tra gomma e plastica terrà fermo e in piedi il tester, se scorre troppo il tester cadrà.

Ricordatevi di chiudere tutte le linee nel disegno e di non lasciare pezzi di linee in giro, il pezzo deve essere pulito e sembrare un blocco unico, altrimenti la stampante non stamperà alcuni pezzi o alcuni pezzi si staccheranno da soli, questo comunque potrete controllarlo nella vista layer di Cura.

Se volete anche la parte centrale più pulita come i bordi, ma con un tempo di attesa un po’ più lungo, basterà aumentare la shell thickness, nella vista layer di Cura non vedrete più la parte gialla ma solo quella verde.

Controllate che lo scotch carta aderisca perfettamente al piano di stampa, altrimenti avrete i livelli più bassi ondulati, cercate di mantenere temperature più basse possibili per evitare sbavature e fumi.

Per quanto riguarda la stampante, ci vuole qualche giorno per assemblarla, fate attenzione a stringere bene le viti e le chinghie (per l’asse X usate almeno 6 fascette invece che 4), i pregi sono: buona precisione, barre filettate trapezoidali con cuscinetti per l’asse Z, una ventola per l’ingresso e una per l’uscita del filo, letto riscaldato per evitare il warping, stampa da sd card, display retroilluminato e pulsanti intuitivi.

I difetti sono: mancanza di un interruttore on-off, mancanza dell’autolivellamento (anche se esisistono kit con sensori induttivi aggiuntivi) e mancanza di un coperchio per la polvere/fumi, tutto sommato per quello che costa e se per un uso hobbistico ha un buon rapporto qualità prezzo.

Ora potete stampare tutto ciò che vi viene in mente, buone stampe, un saluto e alla prossima.

I commenti sono chiusi.