Mini amplificatore in classe AB

Ampli_AB

Unendo due mini amplificatori in classe A è possibile realizzare un semplice amplificatore in classe AB.

La classe AB ha una resa variabile dal 50% fino al 78% in pura classe B, la clase A attorno al 25% circa, dalla classe AB con qualche accorgimento si può passare alla classe B, dalla classe AB non si riesce a passare alla classe A se non rifacendo completamente il circuito, in quanto la principale differenza è che in classe A c’è un solo transistor che gestisce l’intero segnale, nella AB o B invece il segnale è chiuso a turno da 2 transistor complementari.

In questo circuito ci sono 2 transistor complementari cioè un npn e un pnp, che che aprono e chiudono a turno in base al segnale audio in arrivo alla base da tramite due condensatori indipendenti.

Questo amplificatore anche se in classe AB ha una buona qualità audio, in quanto il segnale deve attraversare pochi componenti, l’unica distorsione potrebbe essere introdotta dai condensatori, i transistor sono polarizzati ad emettitore comune, quindi guadagnano in tensione e anche in corrente, in questa configurazione non c’è il rischio di polarizzare troppo la cassa con corrente continua e quindi di bruciarla, quindi si può alimentare con tensioni superiori ai 3V, tenendo presente che aumenterà la tensione sulla resistenza e quindi la polarizzazione sulle basi dei transistor.

Il guadagno dipende dal hfe dei transistor usati (da 200 a 400), più precisamente se il segnale è positivo il guadagno dipenderà dal transistor npn, se il segnale è negativo dipenderà dal pnp, io ho usato un 2PC945 e un 2PA773, recuperati da un vecchio registratore a cassette rotto, ma qualsiasi coppia complementare con elevato hfe e qualche centinaio di mA va bene.

Il consumo inoltre è ridotto al minimo in quanto c’è un solo stadio di amplificazione, inoltre l’unica corrente di polarizzazione riesce ad alimentare entrambi i transistor, è ideale per essere alimentato con batterie, ovviamente anche la potenza di uscita sarà poca, si può aumentare usando transistor più performanti o aggiungendo uno stadio in classe A prima del circuito.

Il circuito non ha retroazione e per funzionare ha bisogno di una tensione minima di 1,2V per alimentare le basi (0,6V+0,6V), inoltre può essere alimentato anche a tensioni maggiori di 3V (fino ai limiti dei condensatori), ricalcolando la resistenza di polarizzazione e facendo attenzione alla potenza dissipata dai transistor (metà ciascuno), bisogna però dire che anche a tensioni alte questo circuito ha sempre lo stesso guadagno, la perdita di tensione sui transistor potrebbe essere molto contenuta, teoricamente in saturazione si potrebbe perdere solo 0,2V (Vcesat) ma questo solo con un segnale molto elevato con un elevatissimo hfe e con un’altro stadio di amplificazione.

Ampli_AB1

Modificando la resistenza sarà possibile far scorrere più o meno corrente fra le basi dei transistor, diminuendola è possibile polarizzare di più i transistor passando quasi ad una classe A, in questo modo aumenteranno i consumi ma migliorerà la qualità audio, viceversa è possibile aumentare la resistenza ed ottenere rendimenti più alti a scapito della qualità audio (classe B), in questo caso, per poco tempo, entrambi i transistor saranno spenti e quindi potrebbe verificarsi una distorsione detta di cross over, più marcata per segnali deboli, la piccola cassa in foto è recuperata da un pc portatile non funzionante.

Il volume anche se non si sente dal video è più che sufficiente, anche con due casse in serie, inoltre il volume non crolla allontanandosi di qualche centimetro dalla cassa come si vede nel video, un saluto e alla prossima.

Precedente Mini amplificatore in classe A Successivo Amplificatore a transistor 1