Caricabatterie 1,2V solare

 

Questo è il modo più semplice per caricare batterie ricaricabili da 1,2V (di qualsiasi formato), mediante un pannellino solare da 1,5V che potete trovare nei centri gioco educativo o ebay. L’importante è che sia da 1,5V (tre celle), vi servirà un diodo Schottky a basse perdite, per esempio 1n5817 da 1A o simili che potete reperire da qualche apparecchiatura guasta o per pochi centesimi in un negozio di componenti elettronici.

Non usate 1n5818 o 1n5819 perchè presentano una caduta di tensione maggiore.

Collegando il pannello solare direttamente alla pila, questa già si caricherebbe, allora vi chiderete a cosa serva il diodo, il diodo è semplicemente una valvola di non ritorno di corrente, evita che di notte torni corrente (indietro) dalla batteria al pannello.

Si, è proprio così, di notte non solo il pannello non produce corrente, ma la assorbe, si comporta come il filamento di una lampadina, (1° legge di Ohm) I=V/R dove V è circa 1,5V della pila carica, R dipende dal pannello e dalla luce, per esempio 500 Ohm (0,5k) quindi 1,5V/0,5kohm= 3mA.

Se la pila ha una capacità bassa (pochi mAh) e se non esce il sole, a lungo andare si scarica invece di caricarsi (oltre all’autoscarica), col diodo invece si risparmiano quei 3mA (in realtà la corrente di fuga di uno Schottky è una frazione di mA), quindi potete lasciare il vostro caricabatteria solare fuori, sempre attaccato, giorno e notte.

Se avete batterie di grossa capacità e volete caricarle più in fretta, eliminate pure il diodo, infatti il diodo (perdendo ai suoi capi circa 0,3V) imporrà una tensione di lavoro al pannello più alta e un pannello solare più lavora a vuoto e meno corrente eroga e viceversa.

Il diodo, se preferite usarlo è importante che sia Schottky. Un comune diodo al Silicio perderebbe ai suoi capi circa 0,6V (la stessa tensione di una cella solare), un diodo Schottky ne perde solo circa 0,3V (in alcuni casi 0,2V), in questo modo con 1,8V massimi del vostro pannello, quasi a vuoto, -0,3V circa arriviamo a 1,5V circa, che comunque è la tensione di carica finale sia delle Ni Cd sia delle Ni Mh, ed è anche il massimo che il sistema può fornire, quindi è un caricabatterie automatico, intrinsecamente sicuro.

Al posto di una sola pila, si potrebbero mettere in carica, due o più elementi in parallelo, cioè tutti i + insieme e tutti i – insieme, si potrebbero usare dei porta pila o contenitori opportunamente modificati.

Il tempo di carica dipenderà dalla corrente erogata dal pannello e dalla capacità della pila, se avete un pannello da 500mA (0,5A) e una pila per esempio da 3000mAh (3Ah), teoricamente ci mettereste 3Ah/0,5A=6h cioè 6 ore (nella realtà di più), con due batterie identiche in parallelo sono 12 ore, ovviamente è un calcolo semplificato in quanto il pannello non sarà sempre nella inclinazione ottimale e con irraggiamento massimo e la batteria ha un rendimento di conversione.

Una batteria ha un rendimento di conversione minore del 100% e una certa resistenza interna, se viene caricata o scaricata rapidamente (irreversibilità) il rendimento può crollare anche sotto al 50% e sulla resistenza interna ci sarà una certa caduta di tensione e quindi una potenza persa, in questo modo la pila si danneggia anche, teoricamente andrebbe caricata e scaricata con una corrente di 1/10 della sua capacità per una decina di ore.

La tecnologia attuale riesce a malapena a superare 2500mAh per le AA quindi fate attenzione alle truffe, se comprate in rete controllate i feedback, volendo è possibile collegare uno o più led rossi in parallelo alla batteria per vedere quando è carica, un saluto e alla prossima.

Caricastilo 2 Caricastilo 3 Caricastilo 4 Caricastilo 5

I commenti sono chiusi.