Apertura e chiusura automatica

Aprichiudi

Con questo circuito sarà possibile aprire e chiudere qualcosa automaticamente lungo una guida semplicemente premendo dei pulsanti, è lo stesso meccanismo dei vetri elettrici nelle auto.

La base di questo circuito è un’invertitore di corsa formato da due marcia-arresto, la parte di potenza è formata da un ponte H formato da quattro contatti NA (Normalmente Aperto), si potrebbe anche realizzare con mosfet o transistor. Nella parte di comando ci sono due pulsanti NA, due relè, due fine corsa NC (Normalmente Chiuso) e per la parte di potenza troviamo oltre ai contatti NA un motoriduttore comprensivo di motore (in cc) anche non necessariamente a 12V.

Vediamo il funzionamento: ipotizziamo il vetro (o quello che è) a metà corsa fermo, ora premiamo il pulsante di apertura, il rispettivo relè si attiva facendo cambiare di stato i suoi contatti per tutta la durata della pressione del pulsante quindi tutti in contatti NA temporaneamente passano in NC e quindi il vetro comincia a muoversi temporaneamente, in pratica il meccanismo apre il vetro o lo chiude finchè qualcuno tiene premuto il rispettivo pulsante.

Ovviamente è un circuito base semplicissimo ma nulla vieta di espanderlo o modificarlo a proprio piacimento, per esempio per avere un’apertura e chiusura totale con una sola pigiata anzichè tenere premuto il pulsante, basterà mettere in parallelo al pulsante del senso di marcia un contatto libero NA del rispettivo relè, nello schema tutto ciò è rappresentato dal tratteggio che viene anche definito “autoritenuta”, in questo modo appena si pigia il pulsante e quindi si attiva il relè, ci sarà un contatto che si parallela al nostro pulsante (bypassa) e anche se lo rilasciamo la corrente continuerà ad alimentare il relè e il motore avanzerà da solo fino al raggiungimento del rispettivo fine corsa che aprirà il suo contatto e farà disattivare il relè.

I fine corsa non sono altro che dei pulsanti che vengono premuti o rilasciati dal meccanismo, in questo caso NC ma appena vengono sollecitati cambiano stato passando in NA e quindi aprono il circuito arrestando il motore che altrimenti continuerebbe a spingere e rovinerebbe gli ingranaggi e quant’altro.

Per realizzare meccanismi più complicati, basta posizionare più fine corsa in un solo punto in modo che un meccanismo attivi due funzioni (effetto domino) per esempio interrompa il senso di marcia attuale e attivi quello di marcia indietro, tramite un timer si potrebbero realizzare in questo modo porte scorrevoli automatiche.

Inoltre per motivi di sicurezza in serie ai fine corsa nel ramo di un senso di marcia si può notare la presenza dei contatti NC del relè opposto, questo è detto interblocco elettrico ed evita l’intervento contemporaneo di due relè che chiuderebbero i quattro contatti del ponte H portando ad un doppio corto circuito, esiste anche l’interblocco meccanico che si realizza costruendo pulsanti in grado di non farsi premere contemporaneamente (anche sforzandoli), per esempio nei vetri elettrici è impossibile premere meccanicamente entrambi i pulsanti, quindi alla fine sia l’interblocco elettrico che meccanico sono delle delle vere e proprie protezioni dai corto circuiti accidentali, un saluto e alla prossima.

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