Amplificatore a mosfet 2

Amplimos2

Questo è un’altra versione di amplificatore a mosfet, lo stadio iniziale per semplicità è il solito preamplificatore in classe A a transistor, nulla vieta di realizzarlo a mosfet o fet, volendo si potrebbe accoppiare in continua transistor e mosfet eliminando un condensatore.

C’è da dire che il circuito va alimentato da circa 3V a 4,5V massimo, oltre i quali si verificherebbe la chiusura di due o più mosfet portando ad uno o più cortocircuiti.

I mosfet non presentano problemi di guadagno o hfe o di adattamenti di impedenza quindi il circuito risulta semplice, inoltre i mos presentano un suono più gradevole all’orecchio umano rispetto ai transistor che si contraddistinguono per un suono più metallico, qualcuno potrebbe dire che il suono del mos è migliore perchè altera frequenze più alte rispetto al transistor e quindi meno percettibili (una ottava sopra), come svantaggi, visto che i mos sono pilotati in tensione, ci vorranno circa 2V tra gate e source (dipende dal mos usato).

In questa configurazione i mosfet sono molto efficienti e si riesce ad erogare parecchia corrente e quindi potenza, limitata solo dalla Rds on del mosfet (e dalla cassa), ricordiamo che essendo una configurazione a ponte le resistenze dei mosfet sono in serie e i secondi hanno una resistenza minore dei primi.

Io ho usato dei AO4606, per evitare un corto circuito in fase di test, munitevi di fusibile o di una resistenza di basso valore, controllate se i mos scaldano e la corrente assorbita, la resistenza da 2k opzionale da un comportamento più lineare del carico ed attenua eventuali sovratensioni induttive (la cassa è pur sempre un induttore), un saluto e alla prossima.

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