Amplificatore a mosfet

Ampli_mos

Questo amplificatore presenta lo stadio finale realizzato a mosfet, è simile agli amplificatori a transistor con l’aggiunta di qualche componente per realizzare il driver dei mos e qualche modifica qua e là, può essere realizzato seguendo lo schema base poi lo si può perfezionare a piacimento con integratori attivi, filtri, attenuatori e altro.

I mos richiedono correnti in ingresso sostanzialmente nulle almeno alle frequenze audio quindi non ci sono problemi di guadagno hfe o di adattamenti di impedenza e il circuito risulta decisamente semplice, inoltre i mos presentano un suono più gradevole all’orecchio umano rispetto ai transistor che si contraddistinguono per un suono più metallico, qualcuno potrebbe dire che il suono del mos è migliore perchè altera frequenze più alte rispetto al transistor e quindi meno percettibili (una ottava sopra), come svantaggi, visto che i mos sono pilotati in tensione, ci vorranno circa 8V tra i gate, questo gap varia da mos a mos ma risulta comunque elevato e quindi sotto i 9V di alimentazione il circuito non funziona pur troppo. I mosfet presentano ai loro capi (almeno in questa configurazione) una caduta di qualche volt, quindi nell’erogazione alla massima potenza sono penalizzati in tensione di uscita mentre ci sono meno problemi di erogazione in corrente (se non la resistenza del componente), l’unico problema sarà quindi la dissipazione termica per grosse potenze di uscita almeno in questa configurazione.

Per colmare gli 8V tra le basi dei mos (gate) si sono usati due led blu in serie che sono circa 7V più l’aggiunta di un diodo ed eventualmente un’altro diodo, dipende poi dai mos usati e dalla corrente a riposo da impostare, lo stesso risultato si ottiene con uno zener, provando il circuito per trovare il punto a riposo è facile metterli entrambi in conduzione perciò è raccomandato un fusibile o una protezione da qualche Ampere a monte di tutto il circuito, (per fare un fusibile basta un pezzo di filo di rame sottile da qualche centimetro) contando che i mos costano mediamente più dei transistor.

La corrente a riposto dei mos dovrebbe essere qualche mA, si sarebbe potuto realizzare anche lo stadio di preamplificazione in classe A a mosfet ma sarebbe servita una sorgente di segnale alla stessa tensione del gate, in questo caso invece ce la siamo cavata con un diodo polarizzato alla stessa tensione del transistor, oppure si può mettere una capacità in serie al segnale in ingresso il che altera un po’ il suono e parlando di mosfet è un po’ un effetto “collo di bottiglia”, le capacità in ingresso e in retroazione servono invece per sopprimere i fruscii e ripristinare il segnale deformato dal condensatore di uscita per quanto possibile, un saluto e alla prossima.

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